giovedì, 04 maggio 2006

8 per mille

Il tuo aiuto arriva a dove non ce n'è bisogno

Il comma 3 dalla legge 222 del 20.05.1985 (riforma del Concordato voluta da Craxi) si conclude così: "...in caso di scelta non espressa da parte dei contribuenti la destinazione si stabilisce in proporzione alle scelte espresse". Quale che sia, cioè, la percentuale delle scelte espresse, anche la quota su cui non è stata effettuata nessuna scelta viene distribuita ad alcune chiese (non tutte perché la Chiesa Valdese e l'ADI non partecipano e la loro quota viene assegnata allo Stato, anche se, per la precisione, la Chiesa Valdese rifiutò le quote non esprese nell'intesa del 1993, ma nel 2001 il Sinodo approvò l'accettazione anche delle quote non espresse, ma lo Stato non ha ancora risposto alla richiesta dei Valdesi di rivedere l'Intesa in tal senso, e quindi per ora i Valdesi continuano a usufruire solo delle quote espresse) o allo Stato, in percentuale alle scelte a loro favore.
In Germania, invece, il credente versa volontariamente alla sua chiesa un 9 per cento dell'imposta sul reddito pagato, chi non vuole semplicemente non paga.
Iin Spagna il contribuente può dichiarare che lo 0,5 per cento del gettito fiscale possa essere destinato alla Chiesa o allo Stato, in assenza di scelta la cifra è destinata ad altri fini.
In Italia non solo viene limitata la libertà di scegliere o non scegliere, ma è evidente l'intrusione nel segreto delle coscienze. Questa situazione si aggrava ulteriormente da quando la legge consente ai lavoratori dipendenti di affidare al datore di lavoro la redazione della proprio denuncia dei redditi, per possibili rischi di rappresaglie sul posto di lavoro. Un'altra cosa non corretta è il sistema di conteggio delle scelte effettive dei contribuenti la cui percentuale non viene attribuita contando la reale destinazione della scelta espressa, ma con un sorteggio a campione che molti ritengono addirittura illegale.

I Testimoni di Geova, i più pericolosi concorrenti del Vaticano, sono da più di dieci anni in attesa di essere inseriti, insieme ai Buddhisti ma inutilmente, e questo non è giusto, dato il loro numero. I Battisti rifiutano l'8 per 1000, quindi una Chiesa può vivere anche senza.

La somma ricevuta dalla Chiesa Cattolica (936 milioni di euro nel 2004) è stata distribuita in questo modo:

46,45% esigenze di culto (catechesi, tribunali ecclesiastici, manutenzione e rinnovo degli immobili, gestione del patrimonio)
33,58% sostentamento del clero
19,97% aiuti al Terzo Mondo (compresa la costruzione di opere inutili ai fini del sostegno alle popolazioni come le chiese)

La Chiesa Cattolica non comunica quale percentuale dei fondi ottenuti sia usata a scopo pubblicitario e gestionale.
Ogni anno viene pubblicato un resoconto riassuntivo delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le tre voci principali ma non elenca il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente. Nessuna verifica dei dati da parte dello Stato è prevista.

Ogni anno tutte le confessioni ricevono ricevono i finanziamenti relativi alla dichiarazione dei redditi di tre anni prima. Questo, naturalmente, ad eccezione della Chiesa Cattolica che, secondo l'art. 47 della legge n. 222 del 20 maggio 1985, riceve anche un anticipo relativo all'anno in corso.

Le quote dell'otto per mille sono utilizzate dallo Stato nel 2004 per interventi straordinari nei seguenti ambiti:

44,64% conservazione beni culturali legati al culto cattolico
24,73% calamità naturali
23,03% conservazione beni culturali civili
4,44% fame nel mondo
3,16% assistenza rifugiati

Ma con la legge finanziaria del 2004 si è stabilito che dalla quota devoluta allo Stato vadano sottratti 80 milioni di euro, che vengono trasferiti nelle spese ordinarie. Questa decisione ha suscitato molte polemiche, perché nel 2004 parte dei fondi è stata usata dal Governo Berlusconi per finanziare la controversa missione militare italiana in Iraq. Lo Stato non ha spese di tipo pubblicitario in quanto è l'unico dei sette partecipanti a non farsi pubblicità.

Vediamo cosa fanno le altre chiese:

Chiesa Valdese:
La somma ricevuta dalla Chiesa Valdese (4,6 milioni di euro nel 2004) non può essere usata per alcuna attività religiosa, ma esclusivamente per progetti sociali, assistenziali e culturali. L'obiettivo è di assegnare almeno il 30% a progetti per combattere la fame nel mondo, e di non superare il 5% per le spese di pubblicità e di gestione (in realtà nel 2004 la somma di queste due voci ha raggiunto il 6,88%; lo 0,38% è stato speso per il personale). Ogni anno viene pubblicato un resoconto molto dettagliato delle spese, che elenca tutti i progetti finanziati e la relativa spesa. Per quanto riguarda l'Italia (64,92% del totale, circa 3 milioni di euro), i finanziamenti sono stati ripartiti in questo modo:

32,90% cultura, pace e diritti umani
24,65% anziani e sanità
17,80% bambini e giovani
18,36% occupazione, assistenza sociale
6,49% rifugiati, migranti e nomadi
Per quanto riguarda l'estero (27,82% del totale, circa 1,3 milioni di euro) la suddivisione è stata la seguente:
22,82% sviluppo agricolo e attività produttive
25,39% bambini e giovani
36,90% assistenza e sviluppo sociale
11,13% sanità
3,54% diritti umani

Chiesa Evangelica Luterana:
Parte dei finanziamenti ricevuti (2,8 milioni di euro nel 2004) viene utilizzata per il sostentamento dei pastori e parte per iniziative di tipo culturale o caritativo. Un terzo della sommma complessiva viene gestito dalle comunità locali. Ogni anno viene pubblicato un resoconto delle spese, che riporta la distribuzione dei fondi tra le voci principali e la distribuzione per aree geografiche ma non elenca in dettaglio il numero di progetti finanziati e la spesa corrispondente. La distribuzione dei finanziamenti dichiarata per il 2004 è stata:

18,27% ministri di culto
4,45% diaconia al Golfo
4,33% diaconia all'estero
1,38% gestione e amministrazione
32,20% progetti delle comunità
39,36% progetti della Chiesa Luterana

Unione delle Comunità Ebraiche
I fondi ricevuti (3,8 milioni di euro nel 2004) non sono destinati ai rabbini, ma ad attività legate alla cultura ebraica, alla conservazione del patrimonio artistico e ad iniziative assistenziali. Il sito internet dell'Unione delle Comunità Ebraiche non riporta attualmente alcun resoconto sulla distribuzione dei fondi, ma ha riportato in passato i dati relativi al 2001 (redditi del 1997). La somma totale di 4,8 milioni di euro era stata distribuita in questo modo:

50,71% attività formative in cultura ebraica
23,75% attività culturali
17,50% tutela delle minoranze e attività sociali (lotta a razzismo e antisemitismo, assistenza anziani, infanzia e portatori di handicap)
8,04% conservazione patrimonio artistico ebraico

Unione Chiese cristiane avventiste del settimo giorno:
Rifiuta di destinare i fondi ottenuti (2,4 milioni di euro nel 2004) alle esigenze di culto e al sostentamento del clero: i fondi ricevuti sono devoluti esclusivamente a scopi umanitari, sociali, assistenziali e culturali. Il sito internet riporta un resoconto dettagliato per l'anno 2004, suddiviso sia per tipo di attività sia per ripartizione regionale, e un archivio completo dei resoconti di tutti gli anni precedenti.
Per il 2003 gli avventisti hanno dichiarato il 7,5% di spese in gestione e pubblicità.

Assemblee di Dio:
I fondi (circa settecentomila euro ricevuti dallo Stato nel 2004, 1,4 milioni con gli accantonamenti degli anni precedenti) sono destinati esclusivamente a progetti culturali e di solidarietà in Italia e all'estero (non sono finanziate le attività di culto).
Il sito internet dà una generica descrizione dei campi d'azione ma non fornisce alcun tipo di rendiconto. Tuttavia sono stati forniti su richiesta i seguenti dati relativi al 2004:

41,17% erogazioni in Italia
9,17% erogazioni a paesi del Terzo Mondo
49,43% accantonamenti per il 2005

Più che evidenti sono i motivi per i quali non bisogna regalare i nostri soldi alla Chiesa Cattolica: li usa per tutto tranne le opere umanitarie e si fa mantenere dallo Stato per ciò che riguarda la tutela delle chiese (mentre potrebbe pensarci da sola,con tutti i soldi che prende).
Io suggerirei, pur non appartenendo ad alcuna di queste 2 confessioni, di destinare l'8 per 1000 ai Valdesi o agli Avventisti, che usano in maniera proficua i fondi, sono trasparenti nei bilanci e non fruiscono di privilegi.

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lunedì, 24 aprile 2006

La Casa della Libertà Provvisoria

Mi pare di notare che il governo uscente di centrodestra, abbia varato delle leggi, in materia di giustizia, il cui scopo è quantomeno discutibile.

Legge sul Falso in Bilancio

Secondo la nuova legge, nel caso di società non quotate in Borsa il falso in bilancio può essere perseguito soltanto in seguito a querela da parte di uno dei soci: querela assolutamente improbabile, poiché di norma i soci, che avrebbero titolo a querelare, sono coloro che traggono benefici dal reato.

«Sarebbe come pretendere che il furto divenga perseguibile a querela del ladro», ha commentato il magistrato Piercamillo Davigo.

Per quanto riguarda, invece, le società quotate in borsa, il falso in bilancio è querelabile, ma per questo è stato previsto l’articolo 2621 (False comunicazioni sociali): “[...] La punibilità è esclusa se le falsità o le omissioni non alterano in modo sensibile la rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene. La punibilità è comunque esclusa se le falsità o le omissioni determinano una variazione del risultato economico di esercizio, al lordo delle imposte, non superiore al 5% o una variazione del patrimonio netto non superiore all'1 per cento.
In ogni caso il fatto non è punibile se conseguenza di valutazioni estimative che, singolarmente considerate, differiscono in misura non superiore al 10 per cento da quella corretta.”
Quindi, delinquere si può se di poco, laddove il poco è relativo alla forza della società stessa. Così, per esempio, la Fiat potrebbe occultare 150milioni di euro, sufficiente per finanziare tutto l'intero sistema di partiti ogni anno. Il tutto legalmente.
Vengono poi legalizzati i fondi neri (e quindi le tangenti, che dai fondi neri sono attinte), che possono essere iscritti a bilancio sotto la voce, per esempio, «pubbliche relazioni».

Per tirare le somme, ci sono una quantità di reati non più perseguibili, tra i quali anche alcuni che riguardavano Silvio Berlusconi stesso, come il caso Lentini (dal Torino al Milan), i terreni di Macherio, i fondi neri Medusa Cinema, i processi per corruzione ai giudici, quello relativo ai diritti cinematografici e televisivi, al comparto B-Fininvest, alle società società off-sore galassia All Iberian. In questi processi il cavaliere si è salvato da una condanna quasi certa.

Rientro dei capitali dall'estero.

I capitali che sono stati portati all’estero possono rientrare in Italia in forma anonima pagando il 2,5% d'imposta. Se questo da una parte può essere economicamente utile, da un’altra è uno schiaffo alla giustizia. Di fatto possono rientrare in forma anonima i capitali provenienti anche da sequestri di persona, riciclaggio di denaro, traffico di droga, di armi, di organi, etc…

Legittimo sospetto

Esisteva già una legge che prevedeva lo spostamento del processo per leggittimo sospetto solo laddove il sospetto era effettivamente legittimo. Con la legge Cirami, il processo si blocca fino a quando la cassazione non avrà deciso in proposito. Fin qui poco male, se successivamente il processo dovesse riprendere fino alla conclusione. Il problema è che il processo non riprende perché la legge Cirami prevede infinite richieste di spostamento del processo con conseguenti infiniti blocchi a patto che le motivazioni non siano uguali tra loro. Basta avere un po’ di fantasia.

Legge Anedda-Pittelli (detta "blocca processi")


I giudici non possono rifiutare prove o testimoni portati dall’imputato. Prima di questa legge, un giudice poteva rifiutare una testimonianza se il testimone era considerato non pertinente. Durante il suo processo, Previti aveva chiesto di ascoltare 4776 testimoni, i giudici hanno calcolato che il processo sarebbe durato oltre gli 80 anni, hanno valutato l'utilità dei testimoni rilevando che erano quasi tutti inutili, così hanno rifiutato quella parte della lista accettando coloro che risultavano pertinenti. Previti ha protestato, i giudici hanno respinto la protesta, così è stata fatta la legge che imporrà al giudice di ascoltare quanti testimoni vorrà l'imputato. Questo provocherà una durata dei processi talmente lunga da andare in prescrizione con certezza assoluta: basta fotocopiare l'elenco telefonico e chiedere di ascoltare tutti, il giudice non potrà valutare se sono inerenti o no al processo.

Poi ci sono altre leggi, le cui sorti mi sono sfuggite, come quella proposta nel 2002 dai forzisti Gaetano Pecorella e Donato Bruno, che prevede di «diminuire sempre la pena quando l'imputato è incensurato o ha superato i 65 anni di età». Quiz: chi stava per compiere i 65 anni di età nel 2002?
Praticamente, si sono fatte leggi ad uso e consumo dei grossi proprietari, investitori, imprenditori e quant’altro. Ma non è vero che le leggi fatte dai governi Berlusconi abbiano portato sempre ad una diminuzione di pena. Per i magistrati, per esempio, la situazione si fa più severa: per l'abuso in atti giudiziari la pena è stata portata fino a 18 anni di galera, meno di molti omicidi. Così qualche magistrato ha commentato "Perché dovrei rischiare di sbagliare una condanna? Conviene assolvere e successivamente uccidere l'imputato. E’ meno rischioso."

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sabato, 22 aprile 2006

Una partita a Tressette

Sebbene il Cavalier Bellicapelli abbia sempre preferito il Rubamazzo, ha dovuto accettare la scelta di Calderoli: "Questa ce la giochiamo a Tressette". Sono stati inutili i lamenti degli sfidanti Morta Della Prodi e Della Morte Fassino: ce la giochiamo a Tressette, punto.
Gli scandali sono saltati fuori sin da subito, quando la Commissione di Vigilanza per il Tressette ha deciso che lo scontro si svolgerà con 10 carte per ogni giocatore, non una di più. Ma non è tutto, sempre per colpa della CVT, gli sfidanti avrebbero dovuto giocare una carta ciascuno, a turno. Come se un Fassino o un Prodi qualunque possa permettersi di avere lo stesso numero di carte di Bellicapelli. Passi per Calderoli, ma Bellicapelli, dato che 5 anni fà aveva vinto la Canasta, come minimo oggi avrebbe dovuto averne tredici. Ma andiamo avanti, tanto si sà, sono dei comunisti e vogliono che tutti siano uguali, senza considerare che il Cavaliere è un po' più uguale degli altri.
Inizia la partita con un Bellicapelli alla grande, un vero leader che bussa, punta e vola, mentre l'indegno Calderoli, al massimo, striscia a picche. Certo che è difficile giocare con uno del genere, ma il Nostro sarebbe stato invincibile, se non fossero intervenute, proprio sul più bello, le Toghe Rosse a lamentarsi perchè Bellicapelli pare aver preso un totale di 13 danari. Alla domanda "da dove vengono tutti questi danari?" il Cavaliere si è avvalso della facoltà di non rispondere. E poi lui ha l'Immunità: sta giocando a carte e non può arrivare un Magistrato qualunque a rompere i coglioni, via!
Dopo due giri Bellicapelli è in vantaggio per 13 a 9. Anche Calderoli, ma lui non conta molto, e del resto i punti li aveva fatti quasi tutti il Cavaliere. Poi, però, succede che al terzo e penultimo giro, la strana coppia Prodi - Fassino riesce a mettere in fila una serie di punti inaspettati, rifilando un mezzo cappotto e portandosi così in vantaggio per 19 a 14. A questo punto il gioco si fa duro, e quel povero Cristo del Cavaliere con il suo comare Calderoli devono accontentarsi di giocare l'ultima mano con sole dieci carte ciascuno, mentre gli altri ne avranno nientepopòdimenoche dieci! Ma si può? Nonostante questo handicap, egli riesce a mettere in difficoltà la Strana Coppia, recuperando punti su punti, fiero, con un sorriso che farebbe invidia a Matt Dillon. Poi la partita finisce e si contano i punti. E qui inzia il dramma, perchè è vero che la Strana Coppia, alla fine, vince per 23 a 21, ma Bellicapelli e Calderoli (che in questo, bisogna ammetterlo, è astuto come un cervo) fanno notare che la Strana Coppia ha barato, e non ha considerato che il Cavaliere e il suo Scudiero hanno fatto anche settebello, carte e primiera. Non ci sono dubbi, in questi termini la partita dovrebbe essere finita 24 a 23 per Bellicapelli. E poi, ragazzi, chi ha più carte vince. Le ha contate Bellicapelli, le ha contate anche Calderoli, che in genere non conta nulla. Ed è inutile che la coppia Morta Della e Della Morte continuino a ripetere che non si stava giocando a Scopone ma a Tressette, i dati parlano chiaro: Il Cavaliere ha più carte e chi ha più carte vince. Anche a Tressette. Chi può essere quell'imbecille che ha inventato un gioco di carte dove può vincere anche chi ha meno carte?

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mercoledì, 12 aprile 2006


Una nuova stagione politica

Il buongiorno si vede dal mattino.

Chissà quanti hurrà e quante bestemmie quando, nei vari siti internet, nelle televisioni e nelle radio, alle ore 15 è stata diffusa la notizia che il centrosinistra stava per vincere le elezioni politiche. I dati Nexus, generalmente, sbagliano talmente di poco che una forchetta del 5% pareva già definire i prossimi 5 anni di politica. Tant'è vero che alcuni siti intitolavano la prima pagina "Il centrosinistra ha vinto le elezioni", e i vari politici di ogni schieramento si sprecavano in dichiarazioni che lasciavano pochi dubbi.
Per la tensione generata in questi ultimi anni, credo di poter dire con certezza che ogni elettore di centrosinistra covava dentro di se una voglia di cambiamento repressa da mesi, pronta a sfogarsi, che non attendeva altro che di vedere saltare il tappo.
E il tappo è saltato.
C'era un tempo in cui dopo 2 ore dalla chiusura dei seggi si sapeva già chi aveva vinto. Poi, non di rado, capitava che le proiezioni fossero in bilico, piene di "se", di "ma" e di "aspettiamo". E allora si aspettava.
Questa volta, invece, dopo 3 ore, dopo che mezz'Italia aveva già moralmente brindato, mentre Prodi stava per fare il discorso davanti a 70.000 persone, mentre 70.000 persone stavano in attesa di Prodi, questa volta, dicevo, dopo tre ore non è stato il nuovo Presidente del Consiglio a fare il discorso, ma il direttore della Nexus che ha detto qualcosa del tipo "Ehm... c'è stato un errore. In realtà non sta vincendo il centrosinistra".
In quel momento, circa 25 milioni di italiani si sono sentiti esattamente come quando Wiltord mise a segno un gol semirocambolesco che strappò dalle mani dei tifosi il sogno di aver vinto il Campionato Europeo di calcio, quel maledetto 2 luglio del 2000 che mai dimenticherò.
Quella volta tutta l'Italia smise all'improvviso di parlare. Qualcuno rimase fermo in poltrona con un'espressione talmente vuota da non mostrare neanche dispiacere. Qualcuno smise anche di respirare. Lo stesso, più o meno, deve essere successo lunedì scorso verso le 18 per 25 milioni di italiani.
Poi passavano le ore, e la situazione sembrava peggiorare (o migliorare per gli altri, ma questo è meno succoso), fino ad arrivare al ridicolo. La maggioranza della camera verrà assegnata al centrosinistra per uno scarto di circa 25.000 voti, ovvero dello 0,08%. Nel senato, invece, il centrodestra vedeva un vantaggio dell'1,2%, e questo si che poteva essere un dato tangibile, ma, ironia della sorte, questo divario era riportato al senato nei termini di un solo seggio di differenza.
Allora si è cominciato a parlare di italiani all'estero. Il dato degli italiani all'estero era di un disinteresse tale che i vari partiti neanche si erano preoccupati di creare delle coalizioni, ma si erano presentati un po' alla rinfusa. Specie il centrodestra, vedeva i suoi principali partiti concorrere ognuno per conto suo. Anche la Nexus aveva completamente snobbato questi italiani all'estero, che si sono rivelati poi il cardine del sistema elettorale italiano.
Praticamente, per dirla chiara, c'è una popolazione italiana che non vive in Italia, non paga le tasse in Italia, e in alcuni casi l'Italia non l'ha neanche mai vista, però sono stati loro che hanno deciso chi ci guiderà nei prossimi anni, chi farà le nostre leggi e chi sceglierà come e quanto farci pagare le tasse. Tasse che gli italiani all'estero non pagheranno.

Cosa si sarà detto Berlusconi nel momento in cui si è reso conto di aver perso le elezioni grazie a due leggi sue e altamente discutibili? Il governo Berlusconi, grazie a quella che loro definiscono "politica creativa" e grazie al "creatore" Onorevole Calderoli, aveva fatto una legge tagliola in vista di una sconfitta elettorale che si preannunciava da anni. Il punto è che poi, di fatto, la sconfitta elettorale non c'è stata: il centrodestra ha preso più voti del centrosinistra. Ma loro si erano preparati alla sconfitta, e avevano messo a punto questa nuova legge elettorale "creativa" che, per stessa ammissione dell'Onorevole Creativo Roberto Calderoli, era una porcata studiata appositamente per mettere in difficoltà l'eventuale maggioranza. In effetti la legge ha funzionato del suo delirante intento: la maggioranza è stata messa talmente tanto in difficoltà da diventare minoranza, e la Casa delle Libertà, che ha avuto il maggior numero dei consensi, si è trovata catapultata all'opposizione. E adesso coloro che avevano detto di aver fatto una buona legge si ritrovano a contestare Prodi che, solo perchè ha la maggioranza in parlamento, vuol fare un governo. Mi chiedo cosa avrebbe invece fatto al suo posto Berlusconi, come se per fare un governo fossero necessari chissà quali altri requisiti.
C'è stata, infine, anche la gag notturna di Prodi, che tra uno sbadiglio e l'altro è andato in piazza scusandosi più volte e lamentandosi con gli elettori (che presi dal sonno hanno continuato ad applaudire) per la legge elettorale che avrebbe penalizzato il centrosinistra dandogli soltanto un seggio di vantaggio.
Forse qualcuno, dopo colazione, gli avrà spiegato che se adesso si ritrova ad essere Presidente del Consiglio deve ringraziare l'Onorevole Creativo Roberto Calderoli per quanto riguarda il senato, e un pulmino di elettori per quanto riguarda la camera.

politiche2006

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